Violazione del copyright

In queste belle giornate autunnali, l’estate e il suo caldo ormai alle spalle, impazzano come sempre le discussioni sul costo dei libri scolastici, sulla lobby degli editori che a furia di nuove edizioni costringono studenti e genitori a gravi esborsi, si leggono sui quotidiani nazionali illuminanti articoli su copyleft, ebook e pesi degli zaini.

Io nel mio piccolo continuo a pensare che i libri, qualsiasi libro, non costano troppo. Forse, addirittura, costano poco per quanto (spesso) ci restituiscono in termini di tempo di divertimento e arricchimento, e forse sarebbe tempo di parlare di lettura e scuola e non di prezzi di copertina.
Poi succede che incappo qui. Una capiente directory contiene copie elettroniche di molti libri pubblicati da editori e protetti da copyright.
Uno di questi, amorevolmente scansionato pagina per pagina è un nostro titolo, l’Arte dell’hacking.
Non è la prima volta. Capita sempre più spesso di incappare in libri sui circuiti peer-to-peer, così come accade per musica e film in maniera molto maggiore.
Non mi scandalizzo. Solo mi chiedo il senso di questo manifesto.
Che fare? denunciare la violazione del copyright? Segnalare il sito alla polizia postale? Fare nulla, per non passare dalla parte dei “cattivi”?
Questa versione politicizzata, acritica e annacquata dell’opensource mi sembra la peggiore nemica del concetto stesso.

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