Il meglio di Apogeo 2010
Come ogni anno, alla fine, è tempo di bilanci: cosa vi è piaciuto di più del nostro Apogeonline nel 2010? Tra articoli, libri ed ebook, ecco cosa rivelano di voi le nostre statistiche.
Buona lettura e buon anno.
Articoli: i più letti del 2010
- Will Woosh, il ragazzo da 8 milioni di clic di Archille Corea
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Libri: i più ricercati del 2010
- Android. Guida per lo sviluppatore di Massimo Carli
> Guarda la scheda - Sviluppare applicazioni con iPhone SDK di di Bill Dudney, Chris Adamson
> Guarda la scheda - Autodesk Revit Architecture 2011 di Diego Minato, Daniele Nale
> Guarda la scheda - AutoCAD 2010 di Luigi Santapaga, Matteo Trasi
> Guarda la scheda - Hacker 6.0 di Stuart McClure, Joel Scambray, George Kurtz
> Guarda la scheda
Ebook: i più popolari del 2010
- Content di Cory Doctorow
> Guarda la scheda - Eretici Digitali di Massimo Russo, Vittorio Zambardino
> Guarda la scheda - l’Umanista Informatico di Fabio Brivio
> Guarda la scheda - Editoria digitale di Letizia Sechi
> Guarda la scheda - Giornalismo e nuovi media di Sergio Maistrello
> Guarda la scheda
La rivoluzione è un pensiero tra le lettere “p” ed “e”
Questo post fa parte della nostra rubrica Sassi nello stagno (CC BY).
Sassolino#1: Tasselli che compongono il quadro: ebook, formati, piattaforme e, recentemente, Amazon.it… un fil rouge? Come proseguirà?
A febbraio 2010 mi trovavo al TOC. Si trattava della mia terza partecipazione (la prima nel 2007) e a differenza delle precedenti era evidente, quasi palpabile, l’hype, la frenesia, l’attenzione che stava montando intorno agli ebook.
In quella occasione sentì per la prima volta il termine pbook che qualche espositore o conferenziere inseriva nelle slide che accompagnavano sessioni e workshop: “pbook” è la contrazione di “print book”, coniato nel mondo US in contrapposizione ad “ebook” (“electronic book”), ma fino ad ora mai largamente utilizzato.
Portai quel ricordo a casa con me e lo lasciai sedimentare.
Da febbraio ad oggi sono successe molte cose ed alcune le abbiamo raccontate su Apogeonline (qui, qui e qui). Forse però la più importante non è stata detta.
Fino a pochi anni fa la differenza era tra book (libro di carta) ed ebook (libro elettronico). Il centro del mondo editoriale era il libro e tutto il resto era periferia, oggetto dal libro derivato, servizio, sperimentazione.
Il libro era il libro, punto. E l’editore lo sapeva bene. Tutto era calibrato e ruotava intorno a quel prodotto. Si pensava a un libro, si lavorava un libro, si stampava un libro, si vendeva un libro.
Era…
Oggi l’ebook è tanto importante da obbligare a un distinguo. E così il centro del mondo editoriale cambia nome, e diventa pbook. E quando a cambiare nome è il centro di tutto, non si può non pensare che non ci siano conseguenze importanti.
L’arrivo del pbook è la vera rivoluzione. Perché se questo è di carta, e l’altro digitale, il book che fine ha fatto?
I pbook obbligano gli editori e gli autori, ma in generale tutti gli attori del mondo editoriale, a considerare come non mai il contenuto prima che il suo formato, la sua manifestazione. “Book” è oggi sempre più un concetto astratto, un modello diverso con cui dobbiamo imparare a relazionarci, rivedendo anche gli schemi mentali con cui da lungo tempo lavoriamo.
Anche i più refrattari, anche quelli che “a me l’ebook mi fa un baffo”, dovranno comunque rivedere il proprio modo di pensare. Dovranno osservare da una nuova angolazione. E anche sui più refrattari questo avrà un effetto.
Non nelle piattaforme, nei device, nei formati, in Google, Apple o Amazon: la vera prima grande rivoluzione dell’ebook è oggi un pensiero tra le lettere “p” ed “e”.
Fabio Brivio
Laurea in Storia Medievale e master in Informatica e Comunicazione, è in Apogeo dal 2004. Editor per la manualistica informatica, cura la produzione e pubblicazione degli ebook e si interessa alla comunicazione e all’editoria digitale. Ha coordinato lo sviluppo della intranet utilizzata dagli editori Giangiacomo Feltrinelli, Apogeo e Gribaudo.
Per Apogeo ha firmato l’Umanista Informatico, ePub per autori, redattori, grafici, Trovare su Internet, Internet per tutti e Questo computer è un casino!.
Blog: Nomadi e Bit
Twitter: @f4b10b
Fumetto iPhone, iPad e anti-iPad: la sfida è mutare il sistema narrativo
Questo post fa parte della nostra rubrica Sassi nello stagno (CC BY).
Sassolino#1: Tasselli che compongono il quadro: ebook, formati, piattaforme e, recentemente, Amazon.it… un fil rouge? Come proseguirà?
Durante l’ultima edizione della manifestazione fumettistica “Lucca Comics and Games”, tenutasi a Lucca dal 29 Ottobre al 1 Novembre scorsi, ho partecipato ad un interessante incontro sugli sviluppi del fumetto per le nuove piattaforme digitali come telefonini, iPhone e iPad.
L’incontro verteva principalmente sullo studio di nuovi software che potessero adattare al meglio la leggibilità di un fumetto su queste piattaforme hadware. L’idea di base infatti era quella di adattare il grande bagaglio di storie della Walt Disney (e qualcuno pensava già opportunamente anche a quelle della Sergio Bonelli editore) per questa nuova lettura.
Personalmente e con il gruppo artistico dello Sciacallo Elettronico, già dal 2006 abbiamo sperimentato questo adattamento, con hardware e software allora meno potenti di quelli attuali, formati come il 3GP, SWF o addirittura per una lettura statica il classico PDF e JPG. Il nostro tentativo era quello di far nascere un linguaggio ibrido, mutante, ricco di interattività, percorsi di narrazione personalizzabili, animazione e musica e molto altro. Non si chiamerebbe più fumetto? Che importanza ha? Ciò che ci offre oggi la tecnologia è una sfida a mutare il sistema narrativo. Non è una cosa banale. Più si evolve un linguaggio, più diventa ricco (interattivo, eterogeneo, aperto ad influssi esterni) più la comunicazione si apre e diventa democratica, oltre che interessante e nel caso specifico del fumetto, ludica e narrativa.
Le potenzialità sono immense. Ciò che manca ed è mancato in questi anni, è stata la fantasia degli autori che ripropongono ancora su queste piattaforme, gabbie e sistemi di lettura simili a quelli dei fumetti cartacei tradizionali. Questa rivoluzione era già in parte possibile con il Web. Ma pochi sono stati gli esperimenti veramente interessanti ed innovativi. Speriamo ora che almeno sull’onda di queste novità si possa pensare ed osare qualcosa di più.
Marco Feo
Una delle figure più attive nella diffusione del fumetto multimediale e didattico, è fondatore de Lo Sciacallo Elettronico, prima rivista italiana online di fumetti multimediali, ed è stato tra i promotori del primo corso di laurea dedicato al fumetto dell’Accademia di Belle Arti di Novara. Collabora con alcune delle più importanti riviste del panorama editoriale del nostro Paese ed è l’autore dei fumetti di Ninos Ferrato e del gatto Bug. Ha realizzato lavori di grafica e animazione multimediale per importanti aziende internazionali e per Apogeo è autore di Fumetti in pixel, Flash CS5 Pocket e Flash CS5 Guida completa.
Sito web: Lo Sciacallo Elettronico
Due passi verso la stazione
Questo post fa parte della nostra rubrica Sassi nello stagno (CC BY).
Sassolino#1: Tasselli che compongono il quadro: ebook, formati, piattaforme e, recentemente, Amazon.it… un fil rouge? Come proseguirà?
Ero per strada. Con un semplice gesto ho acquistato via Kindle Cognitive Surplus di Clay Shirky.
Ho iniziato a leggerlo mentre ancora camminavo verso la stazione. Come ogni lettore compulsivo che legge mentre cammina, di tanto in tanto sono costretto ad alzare lo sguardo: devo evitare gradini, sorridenti ragazzi senegalesi che cercando di vendermi l’ennesima copia di “Poeti Africani Anti-Apartheid” e, possibilmente, devo evitare di stamparmi contro i cartelli della segnaletica stradale.
Alzo lo sguardo e vedo una micro libreria. È talmente piccola da non avere nemmeno una vera e propria vetrina, sembra piuttosto una finestra su pile di libri in attesa di trovare dignitità di scaffale. Il contrasto tra i due mondi non può essere più forte. Realizzo che formati di ebook aperti (come epub) o proprietari (come il file .azw che ho appena scaricato), Amazon.it, la piattaforma Edigita sono l’inizio di un cambiamento al quale molte di queste piccole librerie sopravviveranno solo a patto di trovare un tratto distintivo nei servizi alla vendita o nel catalogo che sappia strapparle all’anonimato.
Se si tratti di normale evoluzione o di una rivoluzione lo scopriremo presto
Gabriele Gigliotti
Dopo aver maturato anni di esperienza nella programmazione Java, è dal 2007 IT Project Manager presso un primario istituto di credito. Da sempre attento alle novità nello sviluppo web, per Apogeo ha firmato HTML 4.01, adottato come libro di testo in molte università (tra cui Università di Udine e Università degli studi di Milano).
Twitter: @ridillo
Controparte non alternativa
Questo post fa parte della nostra rubrica Sassi nello stagno (CC BY).
Sassolino#1: Tasselli che compongono il quadro: ebook, formati, piattaforme e, recentemente, Amazon.it… un fil rouge? Come proseguirà?
La sequenza di eventi riguardanti il panorama editoriale digitale italiano (tra cui recentemente Amazon.it) è un leggibile segnale di cambiamento. Cambiamento positivo, in quanto le frontiere della distribuzione digitale si concretizzano sempre più.
Come per altri tipi di media (ad esempio musica e video) anche i libri hanno diritto ad una controparte digitale, che come vantaggi comporta una notevole portabilità e una possibilità di indicizzazione e rapidità di accesso ai contenuti senza precedenti. È importante sottolineare il concetto di controparte, piuttosto che di alternativa, in quanto all’oggetto libro attribuiamo tutt’ora un istintivo valore superiore, che non può essere sostituito.
L’esistenza di più piattaforme di creazione, distribuzione e accesso ai libri -e più in generale ai contenuti- digitali è una sana base per lo sviluppo degli stessi e le terre inesplorate sono ancora molte in questo contesto.
Le politiche di prezzo possono cambiare in modo da avvicinare i consumatori al nuovo prodotto: oggi è possibile acquistare un DVD assieme alla versione Blue Ray circa alla metà del prezzo complessivo (a volte molto meno), forse un giorno saranno disponibili i libri con accesso a un digital download a prezzi convenienti.
Un’ultima nota riguarda l’importanza del capire e comunicare ai consumatori la differenza tra piattaforma di pubblicazione come CreateSpace, Lulu o Issuu e gli editori veri e propri. La pariteticità della Rete talvolta non rende giustizia a chi l’editore lo fa da prima di Internet.
Francesco Siddi
Laurea in Design presso la Libera Università di Bolzano, dal 2004 è un membro attivo della comunità utenti Blender di cui segue lo sviluppo e l’evoluzione. Lavora con Blender come animatore e generalista 3D e tiene corsi sul software presso scuole e associazioni. Ha collaborato con numerose aziende per la realizzazione di contenuti multimediali. Recentemente si è concentrato sulla produzione di 3D stereoscopico. Con Apogeo ha pubblicato Grafica 3D con Blender e Cinema stereoscopico.
Sito web: Francesco Siddi
Blog: f:siddi Parole al vento
Twitter: @fsiddi
Tasselli di un ecosistema
Questo post fa parte della nostra rubrica Sassi nello stagno (CC BY).
Sassolino#1: Tasselli che compongono il quadro: ebook, formati, piattaforme e, recentemente, Amazon.it… un fil rouge? Come proseguirà?
Partirei proprio dalle vostre parole: “tasselli”. Così vanno intesi questi fenomeni e l’ebook system in generale: sia i reader sia i libri sono sempre meno prodotti e sempre più servizi o esperienze. Tasselli appunto di un ecosistema: il libro (elettronico o cartaceo che sia), i repository online e relativi servizi/facilities, i dispositivi e perfino l’onda sociale.
Ne ho parlato con Andrea Resmini in quest’articolo apparso proprio su Apogeonline. Un estratto:
“I prodotti oggi sono servizi [...] L’intreccio fra media e contesti eterogenei che contraddistingue la società contemporanea rende infatti qualunque prodotto parte di un sistema complesso: una ecologia in cui ciascun elemento intrattiene continue relazioni con altri elementi del sistema. [...] oggi non è più il singolo prodotto che acquista un valore, ma il servizio (l’ecosistema) attraverso il quale viene servito.“
Luca Rosati
Laurea in Lettere e Master in Tecnologia e Comunicazione Multimediale, è uno dei più apprezzati architetti dell’informazione italiani. Con questo ruolo ha coordinato progetti internet e intranet per importanti clienti nazionali, per piccole e medie imprese e per la pubblica amministrazione. Insegna Architettura dell’Informazione e Interazione Uomo-Computer all’Università per Stranieri di Perugia, e in diversi master universitari. Inoltre svolge formazione per aziende e pubblica amministrazione. Il suo sito, Lucarosati.it, è un punto di riferimento per chi si interessa all’argomento. È coautore dei volumi: Organizzare la conoscenza (Tecniche Nuove 2006); Rete Pubblica (Guerra 2007); Web 2.0 (Il Sole 24 Ore 2007). Con Federica Venier ha curato il volume Rete Retorica (Guerra 2005) con Apogeo ha pubblicato Architettura dell’informazione.
Sito web: Trovabilità
Blog: Blog Luca Rosati
Twitter: @lucarosati
Una volta bisognava stimolare l’utente a fare clic, oggi a non fare tap sul cestino
Questo post fa parte della nostra rubrica Sassi nello stagno (CC BY).
Sassolino#1: Tasselli che compongono il quadro: ebook, formati, piattaforme e, recentemente, Amazon.it… un fil rouge? Come proseguirà?
Inutile negarlo, il materiale cartaceo portato in formato digitale sta vivendo un momento magico e questo, probabilmente, è solo il preludio di quanto accadrà in futuro.
Moltissime informazioni che prima consumavamo su supporti cartacei sono state portate, o lo saranno presto, su supporti digitali. Sarà per una rinnovata spinta ecologista che ci stimola a non consumare carta, sarà per il peso della carta stessa che viene azzerato, sarà perché per il digitale serve un lettore e già che ci siamo possiamo avvicinarci a dispositivi innovativi che fanno anche mille altre cose, cose che in breve tempo scopriremo essenziali per la nostra quotidianità.
In ogni caso il percorso è a senso unico ed inesorabile, indietro non si torna. Buona parte dei quotidiani e magazine del mondo sono già sbarcati su piattaforme tablet e, contemporaneamente, le case editrici si stanno accorgendo di questo nuovo mercato in espansione e iniziano a offrire i libri cartacei affiancati agli e-book. Sarà quindi l’utente a decidere se pagare un po’ di più per avere il libro cartaceo oppure pagare un po’ meno per avere il libro digitale, averlo subito in download senza doverlo aspettare, portarselo in giro a peso zero e potendo utilizzare la ricerca full text, i segnalibri e tutte le funzionalità evolute di un e-book.
Manca la fisicità, certo, ma per un manuale PHP o un libretto di istruzioni per la lavatrice forse la fisicità non è essenziale.
A questa inesorabile evoluzione verso la digitalizzazione sono arrivati anche i grandi distributori consumer come Amazon che, anche prima dello sbarco in Italia, aveva già da anni modificato il proprio modello di business, affiancando altri prodotti agli storici libri cartacei e proponendo un modello di vendita diretta on-line dei libri in formato elettronico.
Lunga vita al contenuto digitale dunque, senza dimenticare però che si tratta sempre di un contenuto e che i contenuti di qualità scadente possono essere cestinati dagli utenti senza gli scrupoli di coscienza che invece potrebbero esserci a cestinare un libro cartaceo.
Infine gli editori dovrebbero ricordare che portare un contenuto cartaceo sul media digitale così com’è è un grave errore. È la versione moderna di quanto accaduto a fine anni ’90, quando stuoli di illuminati consulenti del neonato Web mettevano online terribili siti inserendo la brochure cartacea dei loro clienti, senza comprendere che il nuovo media ha specificità diverse e regole che devono essere rispettate per garantire una fruizione di qualità.
Se una volta bisognava stimolare l’utente a fare clic, oggi è necessario stimolare il cliente a non fare tap sul cestino.
Massimo Canducci
Massimo Canducci è direttore dell’innovazione tecnologica nella Divisione ISI di Engineering e docente al PhD Tecnologia, Comunicazioni e Società dell’Università Marconi di Roma.
Laureato in Scienze dell’informazione e in Tecnologia della comunicazione, si occupa di divulgazione scientifica dall’inizio dell’era digitale, ha all’attivo numerosi libri e pubblicazioni nel campo della tecnologia e dell’innovazione tecnologica. Si occupa anche di interazione uomo-macchina partecipando ai lavori di alcuni gruppi Iso e Cen e collaborando alla stesura di testi normativi.
È autore di Sviluppare applicazioni con SOAP,PHP 5 Pocket e XML Pocket.
Twitter: @mcanducci
Milano, Novembre 2099
Questo post fa parte della nostra rubrica Sassi nello stagno (CC BY).
Sassolino#1: Tasselli che compongono il quadro: ebook, formati, piattaforme e, recentemente, Amazon.it… un fil rouge? Come proseguirà?
Milano, Novembre 2099
Oggi, ad un mese dall’entrata ufficiale nel nuovo secolo, possiamo leggere questo articolo a tre dimensioni con un qualsiasi braccialetto, occhiale o portachiavi che integra la tecnologia degli ologrammi di nuova generazione.
Eppure, parlando con i nostri nonni, traspira forte la nostalgia sui vecchi tablet. Sono storiche le date dell’Ottobre 2009 e Gennaio 2010, rispettivamente i momenti in cui Amazon estese al mercato internazionale il Kindle 2 (dall’inglese accendere un fuoco), il primo lettore di libri elettronici significativo su larga scala, e l’allora Amministratore Delegato di Apple annunciò al mondo l’iPad, un tablet completamente touch, che rivoluzionò il modo di navigare sul Web e di accedere a ebook e giornali.
Queste due date costituirono certamente l’inizio di un cambiamento epocale che non rappresentò solo una trasformazione tecnologica, ma un’evoluzione culturale profonda che culminò nella nuova era che oggi conosciamo come la Condivisione della Conoscenza.
Come spesso accade è probabile che novant’anni fa le generazioni che vissero direttamente questo cambiamento non si resero conto immediatamente di quanto stava accadendo. Abituati ancora a leggere giornali, riviste e libri sulla carta stampata, alcuni vissero l’introduzione dei tablet in maniera scettica, altri iniziarono ad acquistarli senza comprenderne inizialmente le potenzialità, ma principalmente per una ragione di icone e mode del momento. Alcuni di questi tablet, acquistati o spesso regalati, finirono quindi rapidamente in cassetti o ripiani impolverati, dopo un primo momento di euforia.
Molti invece iniziarono a usarli. Certo, erano ancora ingombranti rispetto agli ologrammi miniaturizzati odierni, avevano un’autonomia limitata a differenza degli strumenti a durata inesauribile di oggi che traggono energia dal sole e dalle particelle elementari scoperte qualche anno dopo l’uscita dei tablet. Tuttavia proprio questi ultimi consentirono di trasformare il paradigma stesso della conoscenza, già avviato qualche anno prima con la creazione di Internet, grazie alla possibilità di consultare libri elettronici in movimento.
Non fu però soltanto la mobilità a rappresentare il punto di cambiamento, ma soprattutto la natura stessa di un ebook, che diventava finalmente un vero strumento interattivo, non più confinato alle regole della carta stampata, ma aperto ai contenuti multimediali e approfondimenti grafici prima di allora impensabili.
La lettura si trasformò profondamente e con essa l’essenza stessa del verbo leggere, che si riprese paradossalmente uno dei suoi significati più profondi. Leggere deriva dal latino legere, che tra i suoi significati annovera quello importante di “Scegliere”. E fu proprio l’apertura alle nuove possibilità di scelta nella presentazione, consultazione e condivisione del sapere che rappresentò il successo degli ebook.
Nel 2013 un’azienda all’epoca sconosciuta, iniziò a sviluppare dei componenti per tablet in grado di interpretare qualsiasi tipo di testo in funzione del suo contesto e proporre eventi correlati suggeriti: gli eHints. Un qualsiasi numero poteva finalmente con un solo tocco suggerire la chiamata vocale, la ricerca di un codice di avviamento postale sulle mappe elettroniche o le coordinate annuali di altri argomenti storici. I nomi all’interno del testo iniziarono a “prendere vita” suggerendo chat in tempo reale con i propri contatti sul social network preferito o la consultazione di una galleria di immagini relative ad un luogo, l’ascolto della musica appropriata e molto altro ancora.
Oggi utilizziamo questi strumenti quotidianamente in maniera del tutto ovvia, ma per l’inizio del secolo rappresentarono una rapida evoluzione verso la Conoscenza Condivisa, quello che uno storico dei giorni nostri ha definito l’era della nuova illuminazione, la possibilità di amplificare il potenziale dell’intelletto umano in maniera assolutamente interconnessa nei contenuti e con gli altri.
Tratto da Il Nuovo Corriere su iHolography
Diego Gosmar
Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni, studia e sviluppa piattaforme VoIP dal 1998. Ha collaborato con CSELT (ora Telecom Italia Lab), Italtel, Omnitel Pronto Italia (ora Vodafone), Atlanet e Telefonica Data ed è stato Executive Vice President di Wildix. Attualmente è co-fondatore di Xenialab, azienda del polo innovativo I3P presso il Politecnico di Torino. Per Apogeo è co-autore di Asterisk e Asterisk e Dintorni.
Sito web: Gosmar.eu
Twitter: @diegogosmar
La lettura digitale viaggia veloce verso la libertà
Questo post fa parte della nostra rubrica Sassi nello stagno (CC BY).
Sassolino#1: Tasselli che compongono il quadro: ebook, formati, piattaforme e, recentemente, Amazon.it… un fil rouge? Come proseguirà?
La lettura digitale viaggia veloce verso la libertà. Sul cosa leggere (l’offerta di titoli); sul come e il dove (device, software e la combinazione dei due); sul dove comprare (varietà di store); sulle occasioni di conversare sui libri (community online vecchie e nuove).
Se le possibilità di scegliere si moltiplicano non possiamo che aspettarci una grande fioritura di idee, e di tutto il resto all’occorrenza.
Letizia Sechi
Dal 2008 al 2010 ha collaborato con Apogeo come junior editor per l’informatica, seguendo ricerche e progetti sulla realizzazione degli ebook. Attualmente lavora in Bookrepublic, di cui è responsabile tecnico della produzione dei libri digitali e della formazione rivolta agli editori sul ridisegnamento della filiera produttiva e sulle nuove esigenze e possibilità per la creazione, lavorazione e distribuzione dei contenuti. È inoltre responsabile di produzione per 40kBooks, progetto editoriale digitale e multilingue. È l’autrice di Editoria digitale.
Blog: Untantoaldi
Twitter: @letiziasechi
Il grande carrello
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Immagine sotto licenza CC BY-NC-SA di alphageek
Marco Beri
Si laurea in Scienze dell’Informazione nel 1990, periodo oramai definibile come la preistoria del settore.
Il computer è prima di tutto un suo hobby e anche per questo si innamora di Python a prima vista nel lontano 1999, dopo aver sperimentato una ventina di altri linguaggi. Fa di tutto, riuscendoci, per portarlo nella sua azienda (Link IT), dove dal 1997 occupa il ruolo di responsabile dello sviluppo software. Sposato dal 1991 con Lucia, ha due figli, Alessandro e Federico, e gli altri suoi hobby sono il gioco in ogni sua forma (pallacanestro compresa), i Lego (che come tutti sanno rientrano nella categoria arte) e la lettura.
Per Apogeo è autore di Sviluppare applicazioni web con Django, Espressioni regolari e Python.
Blog: TAIFU
Twitter: @taifu
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