I vostri libri nel cassetto: i vincitori
Grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno inviato i titoli dei loro libri nel cassetto. Sono emersi spunti interessanti e creativi: ecco l’elenco delle vostre proposte, in rigoroso ordine cronologico.
1) Il più veloce: @umbazar con il suo Giornalismo online e bit informativi.
2) Il romanzo: Martina viaggia senza biglietto di @mediadigger.
3) Il più culturale: L’eredità del cinema nelle immagini digitali di @El_Pinta.
4) Il preferito dalla redazione: Il fuorigioco è una linea immaginaria, proposto da @timmytag.
5) Il più misterioso: La colpa di @nascpublish.
Ed ecco i vincitori.
Come potete vedere dal sorteggio, riceveranno una copia di Il testo digitale di Alessandra Anichini: @umbazar; @mediadigger; @timmytag. Abbiamo deciso di inviare a @El_Pinta e @nascpublish un premio di consolazione, speriamo vi faccia piacere. Per ricevere il libro inviate un DM a @apogeonline con il vostro indirizzo completo.
Ritrovo (guai a chi dice *camp) per ebookofili
Dalle mie parti si usa dire “che vor puse a dil che a fal”, (ci vorranno delle dieresi, degli accenti, ma insomma il suono è più o meno quello e il significato: ci vuole più tempo a dirlo che a farlo). il 15 gennaio nei capienti uffici apogeo si terrà un ritrovo per appassionati, nerd, lettori, utilizzatori di ebook, alle prese con formati, fogli stile, html, device e altre amenita. Tutto nasce da qui: http://ff.im/cZ2fl
writeboard con informazioni in corso d’opera: http://123.writeboard.com/ba2c6272880b7d11f -> (pwd: 3b00k)
Il nuovo Apogeonline… online
La novità in questo piovoso (a Milano) 11 dicembre è la messa online del nuovo www.apogeonline.com.
Il varo è avvenuto in diretta – verso le 11 – su Mogulus, con Antonio Sofi, Sergio Maistrello e Marco Ghezzi alle prese con una scintillante “caccia al baco” di due ore.
Special guest a sorpresa Maurizio e Matteo, che il sito lo hanno sviluppato, quindi i primi capi da mettere alla gogna (scherzo ;-P).
Come sempre un po’ di cose da migliorare, la transizione dal vecchio al nuovo è in corso, ma a noi piace. E a voi?
Ieri sera al Geek Show
Ieri sera ho avuto il piacere di partecipare a una diretta del Geek Show, il format di Current TV dedicato agli amanti della tecnologia.
Tutto è andato benissimo e malgrado l’orario (le 23) e la mia operatività in netto calo
, mi sono divertito molto.
La sede di Current è decisamente bella e ottimamente attrezzata: da sola vale una visita. Inoltre Livia (una dei conduttori), Frank (il “Current DJ”) e tutte le persone con cui ho avuto a che fare mi sono piaciute molto per competenza e entusiasmo. Aggiungete che a Current la sinergia dei media è palpabile e che in trenta minuti vedi intrecciarsi radio, TV, Internet, chat, videochiamate (e tutto quello che la tecnologia permette in termini di comunicazione) in un frizzante pod. Insomma i motivi per affezionarsi a Current sono vari.
Di cosa si parlava ieri sera? Di libri elettronici ovvero ebook.
Dietro le quinte di “Quinta di copertina”
Il backstage di un giorno qualunque di uno dei format più seguiti di Apogeonline: Quinta di copertina.
Un’occasione per vedere Antonio Sofi all’opera.
The eBook Show
Ultimamente si parla molto di ebook. Il lancio di Kindle da parte di Amazon ha riportato l’attenzione sull’ebook come oggetto editoriale e sui reader dedicati. Noi di Apogeo da qualche giorno, grazie a Simplicissimus e Antonio Tombolini, stiamo testando in redazione iLiad sul quale carichiamo libri su libri in bozza, o meglio pdf su pdf.
Intanto da Londra arriva la notizia che la prossima fiera del libro dedicherà molta attenzione ai libri elettronici. Un eBook Show vertetà sulla costruzione, distribuzione e vendita degli ebook. Ancora una volta il concetto da ribadire è che l’ebook deve essere molto più che la foto digitale di un libro, un concetto semplice (Doctorow insegna da tempi non sospetti) ma allo stesso tempo difficile da digerire per tutto il mondo editoriale “analogico”. In più i nuovi modelli di creazione, gestione e promozione dove la multimedialità sembra destinata a avere un ruolo sempre crescente.
Inutile dire che mi sono registrato al volo strappando il mio biglietto, rigorosamente digitale

Sassi nello stagno da StateoftheNet – 3
Alla rete non bisogna domandare il senso, quello che conta è il viaggio. Il viaggio, l’esplorazione sono il fine, e noi dobbiamo mantenere vivo il senso del viaggio. Viaggiare per conoscere, non importa cosa… questo è progresso.
A StateoftheNet non poteva mancare una riflessione su cosa sia, o come debba essere interpretata la Rete oggi. Sempre più pervasiva, sempre più grande, più potente, più veloce, più collaborativa, più… tra alcuni partecipanti si solleva la preoccupazione che Internet venga guardata, intesa per quello che è, non per quello che permette.
Diviene così necessario ricalibrare il fuoco: la Rete come strumento per viaggiare. Oggi davanti a un computer connesso non si può più credere di essere fermi. Forse il corpo è fermo ma la mente viaggia, legge, comunica, condivide…
In definitiva evitare di pensare che in Rete ci siano le risposte, ma ricordarsi che in Rete è possibile creare dei percorsi per trovare le risposte.
Il sapere, la conoscenza nasce dal movimento. Il viaggio è movimento. Non rinunciare a pensare di poter viaggiare. Non limitare Internet al solo strumento che è. Non permettere allo strumento di prendere il sopravvento sul senso. In pieno Web 2.0 è importante rispolverare vecchi strilli.
Largo alla nostalgia, let’s go surfing on the Net!
Sassi nello stagno da StateoftheNet – 2
Un commento che si è alzato ieri dal pubblico di StateoftheNet, sulla scia dei discorsi intorno al valore dei software sociale, era rivolto ai più piccoli e alla loro educazione al Web.
Noi dobbiamo insegnare ai bambini a copiare, ma non artefatti, bensì processi… non l’oggetto ma come farlo… per migliorarlo.
Un’idea che si scontra con tanta didattica volta a insegnare a “non copiare il tema” e che probabilmente deve ridisegnarsi nell’approccio al Web: nel fluido mondo elettronico, l’operazione di copia è quanto di più semplice. Testo, immagini, animazioni, video, codice… tutto è copiabile e non si può evitare che questo avvenga. Diventa così importante insegnare a copiare, copiare comprendendo come funziona la copia, come è stata realizzata, per generarne una versione differente, di testo, immagini, animazioni, video, codice, e da lì un’altra, e un’altra… questo è progresso.
Sassi nello stagno da StateoftheNet
In azienda, il più grande modello che il Web 2.0 può darci riguarda la condivisione del controllo per creare valore: ma per questo è necessario superare la paura che una scelta simile causa in una struttura aziendale basata sulla “secretazione gerarchica dell’informazione” (quest’ultimo quote è mio).
A StateoftheNet si sta discutendo del ruolo dei social software in azienda e di come essi, insieme alla condivisione dei meccanismi e degli strumenti di controllo dell’informazione, possano garantire scelte startegiche migliori, vincenti.
Inutile dire che messa così, questa suggestione è visionaria, improponibile in quasi tutte le aziende composte da più di 5 dipendenti. Al problema della perdita di controllo si affianca quello dell’editing sull’informazione: gli utenti, in questo caso i dipendenti, devono essere in condizione di utilizzare gli strumenti, siano essi wiki, blog o qualsiasi altro software collaborativo o sociale. E utilizzare vuol dire prima di tutto comprendere, in questo caso comprendere le logiche, le filosofie, i meccanismi che stanno dietro agli strumenti.
Tuttavia il ruolo di queste tecnologie in azienda sembra destinato a crescere. Sempre più si parla o si sente parlare di blog aziendali, per esempio. E qui ci potrebbe stare una digressione al nuovo libro di Marco Massarotto, dedicato alla necessità crescente per le aziende di apprendere la capacità di ascoltare e contribuire alle conversazioni che nascono da certi social software. Ma è un’altra partita questa, sebbene lo sport sia più o meno lo stesso.
Rimane però la percezione che qualcosa deve o può cambiare in una certa maniera di gestire e sviluppare un’azienda. Rimane l’idea che il Web 2.0 non impatti solo sul modo di stare in Rete, ma sia molto più invischiato nelle logiche produttive di quanto si sia fino a ora compreso e attuato.
Ci vediamo a STATEoftheNET
L’8 e il 9 febbraio se siete a Udine ricordatevi di STATEoftheNET, una conferenza di due giorni per fare il punto sulla realtà di Internet in Italia e aprire un confronto rispetto a quanto avviene nel resto del mondo. Molti gli ospiti in calendario, italiani e non.
Un’occasione insomma per capire come siamo messi nel nostro Bel Paese tra Web, Web 2.0 e dintorni.
Ma anche un’occasione per incontrare da vicino qualche losco figuro di Apogeo (insieme ai nostri libri). Se passate dal nostro stand chiedete di Marco (Ghezzi, il nostro CEO), Sergio (Maistrello, il coordinatore di Apogeonline) o Fabio (Brivio, l’editor per il catalogo di informatica).
PS: la partecipazione a STATEoftheNET è gratuita ma è necessario registrarsi. I posti sono limitati.
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