Rumori dalla TOC conference
Prime due sessioni mattutine alla TOC, Tools of Change for Publishing, organizzata da O’Reilly, a San Jose, California.
Per questa prima mattinata, cominciata con un lungo trasferimento da San Francisco all’hotel della conferenza, ho scelto questi 2 speech tra gli 8 disponibili:
- Beyond the book: online content distribution for book publishers
- Search and publishing: Tim O’Reilly intervista due responsabili del programma Google Book Search
Nel primo incontro è un uomo di O’Reilly a tenere banco. Allen Noren parla per 45 minuti della sfida che la Rete ha messo davanti agli editori. Sottolinea come troppo spesso l’accento cada sul versante security, quella dei contenuti protetti, “blindati”, mentre a essere sottovalutate sono le opportunity, le opportunità che i nuovi strumenti mettono a disposizione, di editori e lettori. Poi passa a SafariU, la sfida che O’Reilly ha da tempo lanciato al mondo editoriale e che promette molto a autori e lettori. Quindi quali scenari si aprono?
La catena editore, distributore, libraio, lettore, deve (può?) essere ridisegnata. La sfida è in parte questa. Ecco quanto non dimenticare, se si vuole essere editori 2.0, o più semplicemente editori nel 2007, editori attenti alle nuove necessità dei lettori, e quindi attenti al proprio business:
- digitalizzare
- portare i contenuti verso l’XML
- rendere i contenuti fruibili in diverse modalità
- rimuovere ogni barriera strutturale che allontana il lettore dal contenuto
- migliorare l’esperienza utente
- introdurre nuove esperienze intorno al libro, sfruttando, per esempio, il formato PDF per distribuire bozze, o capitoli, ma anche interi libri, e non dimenticare le potenzialità del video che con il Web 2.0 sta assumendo rilevanza crescente in Rete, YouTube docet…
Si tratta senza dubbio di un elenco rilevante, anche se non c’è nulla di nuovo. Significativo è però il fatto che tutto ciò venga affermato a un auditorio più che altro composto da editori, grandi, ma anche piccoli, non necessariamente attenti alle possibilità che gli sviluppi tecnologici offrono. Significativo è che questi editori abbiano deciso di investire e venire fin qui per cercare di captare e trasformare tendenze, nuove o vecchie, in soluzioni produttive. Certo rimane una domanda nell’aria: O’Reilly fa quello che fa forte di una leadership in un mercato di libri che trasudano tecnologia. O’Reilly può investire in risorse, interne o esterne, per tutto quanto concerne la digitalizzazione e la relativa gestione del contenuto. Ma il piccolo editore? Magari specializzato in ambiti lontani dall’informatica e che non può contare su risorse interne competenti e capaci di sviluppare o di interfacciarsi con i tecnici? A chi si può affidare questo editore per vincere la sfida che la Rete gli lancia? Se chiedete a O’Reilly probabilmente vi risponderanno SafariU, e se chiedete a Google…
Al secondo incontro sono gli uomini di Google a tenere banco insieme a un brillante Tim O’Reilly. Scopro Tim essere un attore consumato, o quantomeno padrone di quel senso della teatralità proprio di una certa cultura americana. Sicuramente anche a questo deve il suo successo. La sensazione è quella che sia Mr. O’Reilly, sia parte della platea conoscano già le risposte, ma questo è uno show: c’è l’uomo che meglio di tutti sintetizza il connubio tra mondo editoriale e tecnologia, c’è la faccia giovane e pulita di Google, sempre più lanciato verso la conquista di nuovi scenari. Nel dettaglio si parla di Google, anzi di Google Book Search. La potenzialità e i problemi dello strumento sono noti. L’intervista scorre via piacevolmente, a beneficio di chi non conosce ancora bene cosa Google fa e potrebbe fare con i libri. Search and browse, search and browse questa l’arte che ha reso Google quello che è, questo ripete più volte uno dei due speaker di Google, questo quello che l’utente vuole, e Google è pronto. Search and browse non si trova a suo agio nelle librerie, dove la ricerca è più umana e, sembrerebbe, meno perfetta. Anche qui la tendenza è quella di rendere sempre più semplice l’esperienza all’utente, senza dimenticare che tra i primi utenti di Book Search ci sono gli editori. Gli uomini di Google sanno di essere in vantaggio su tutto quello che è digitale, su tutto quello che si può cercare e sfogliare, anche Tim O’Reilly lo sa. In definitiva, all’ovest niente di nuovo, ma solo la conferma di quanto già si orecchia da tempo.
Il nuovo libro di Peter James e… la Rete
L’acquisizione di Kowalski Editore, ora un marchio editoriale Apogeo, sta, come era ipotizzabile, portanto nuovi fermenti e aprendo nuovi scenari.
Il catalogo Kowalski comprende infatti altri filoni rispetto a quelli consueti di Apogeo e Urra, forti su informatica, filosofia, saggistica…
Tra i titoli acquisiti, i thriller sono per me di piacevole lettura.
Dopo aver divorato Il guaritore di maiali, di Lorenzo Beccati, appena pubblicato, sto leggendo con molto piacere Al buio di Peter James, claustrofobico e avvincente racconto ben orchestrato dall’autore e molto ben curato dall’editore.
Al buio è uscito in Italia nel 2006, conquistando molte migliaia di lettori, e già il prossimo settembre vedrà la luce un nuovo capitolo di quella che potrebbe diventare una saga con protagonista Roy Grace, sovrintendente della polizia britannica, ossessionato dalle persone misteriosamente scomparse.
Non ho ancora letto le bozze di In Rete (questo il titolo provvisorio) ma lo farò presto. Nella promozione di questo libro sono infatti chiamato a dire la mia. Ad Apogeo piace la tecnologia, è noto, così forse anche ispirati dal titolo
, siamo al lavoro per dare al secondo libro di James una buona visibilità. Dove? In Rete appunto…
Gustose anteprime in PDF, news sull’autore, un booktrailer e molto altro saranno disponibili a brevissimo, prima dell’estate… ci sarà da divertirsi e sarà interessante come esperienza: come editore avremo modo di lavorare in maniera un po’ diversa rispetto al solito, mentre i lettori (estimatori di James o solo curiosi) potranno “assaggiare” il libro prima della sua uscita…
Quindi, coerenti alla nostra tradizione “informatica” o meglio legata all’uso (qui creativo) delle tecnologie digitali, dedicheremo (a partire dalla fine di giugno) spazio all’illustrazione delle tappe che porteranno, verso il 15 luglio, alla pubblicazione del booktrailer: sceneggiatura, storyboard, video delle riunioni e altro ancora saranno liberamente scaricabili e visionabili online, una sorta di tutorial atipico su come si realizza uno spot promozionale per un libro…
Presto maggiori dettagli e ovviamente URL
Immagini nei testi? Sì, ma con cautela
Pensieri a caldo dopo un corso di aggiornamento sul diritto d’autore delle immagini
Che fatica il mestiere di chi si occupa della ricerca iconografica presso una casa editrice…Lo ho verificato partecipando a un interessante corso organizzato dall’AIE.
Una volta trovate le immagini adatte, compito di per sé non dei più semplici, inizia il vero tour de force per capire se vi sono e a chi appartengono i diritti. A questo punto vanno considerati infiniti aspetti. La nostra immagine, nel caso si tratti di una fotografia, può essere considerata una “semplice fotografia” – documenta la realtà – o un’“opera fotografica” – frutto della creatività ed espressione della personalità dell’autore? La distinzione a volte è sottile.
Ritrae persone note? Può valere il diritto di cronaca. Sconosciuti? Attenzione alla privacy e alla involontaria comunicazione di “dati sensibili”. Bambini? Massima cautela e attenzione alle liberatorie. Opere d’arte? Se si tratta di opere dell’arte figurativa, l’autore è defunto da più di settanta anni? Se l’opera non è di pubblico dominio entra in gioco la SIAE. Come ci si comporta con “opere derivate”?
E l’architettura? Se si ha una foto della tour Eiffel così com’è, si compensa il fotografo e si dovrebbe essere a posto. Ma se la foto ritrae anche i fuochi d’artificio creati per una sera di celebrazioni, bisogna contattare gli autori dello spettacolo pirotecnico.
Una caso: un tribunale francese ha stabilito che i titolari dei diritti per un “giardino alla francese” sono gli architetti che lo hanno realizzato. Se volessimo pubblicarne un’immagine si dovrebbe prima chiedere il permesso, ed eventualmente pagare, il proprietario del giardino (definito proprietario del supporto) e poi rivolgersi agli architetti per la cessione dei diritti d’autore.
Non parlo di opere cinematografiche e di immagini in movimento, di bozzetti, di progetti, di diritti dello Stato e degli enti pubblici, di diritti di proprietà industriale (marchi e loghi) e di proprietà privata, di diritti morali ecc. ecc.
Esiste una utilizzazione libera che non costringa a estenuanti ricerche per stabilire proprietà e diritti? Sì, se si rimane nel campo della citazione, che permette di pubblicare parti di opere, per scopi di critica, discussione, insegnamento o ricerca scientifica. Certo, non è stato stabilito cosa si intende per parte.
Insomma, chi si occupa di ricerca iconografica deve conoscere bene la giurisprudenza sull’argomento (oltre alla legge 633 del 1941, decreti e sentenze dei tribunali italiani e della Cassazione regolano la disciplina) e deve mettere in conto una carriera da detective per l’analisi delle immagini e la ricerca dei soggetti che detengono i diversi diritti.
Pubblicare immagini senza consenso e poi abbinarle una frase del tipo: “L’editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali non gli è stato possibile comunicare, per eventuali involontarie omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti e/o delle foto”, purtroppo non risolve magicamente la questione, e significa “Non fatemi causa, mettiamoci d’accordo”.
Novità in casa Apogeo
Da un paio di giorni c’è una frizzante novità in Apogeo: Kowalski Editore è entrato a far parte del nostro variegato mondo portando con sè tutto il suo catalogo e nuovi fermenti. Un segno della crescente differenziazione e contaminazione che da tempo caratterizza la nostra produzione.
Questa evoluzione non si ferma al piano editoriale o amministrativo: tutta la redazione di Kowalski si è infatti spostata presso i nostri locali in via Natale Battaglia 12.
Daniela, Anna, Angela, Benedetta e Valeria sono qui con noi, benvenute!

Adobe CS3
Fresco fresco dalla presentazione della nuova suite di Adobe, CS3, alcune considerazioni a caldo (scusate il gioco di parole).
Sembra promettere quanto annunciato: dodici applicativi per la gestione trasversale di ogni tipo di contenuto, per la carta e per il Web, con grossa attenzione alle declinazioni mobili di quest’ultimo.
Suggestiona le possibilità di dialogo di InDesign con Dreamweaver, favorito dal buon supporto dei CSS. Colpiscono le nuove potenzialità 3D di Photoshop insieme alle funzionalità dedicate al mondo medico e sanitario (senza dimenticare ingegneri e architetti), ma anche la possibilità di portare e condividere sul Web immagini di alta qualità senza per questo dover trasferire grosse quantità di dati. Stuzzica l’attenzione dedicata allo sviluppo di applicazioni per il mondo mobile…
Insomma c’è molta carne al fuoco, ora la domanda è capire come l’utenza e il mercato recepirà e interpreterà tanta potenza comunicativa.
Il computer in tasca, o quasi…
Normale mattinata in Apogeo, quando Enrico, il nostro grafico, fa capolino in Redazione.
“Vai a vedere PortableApps“, mi dice, “una mia amica, medico in Africa, lo sta usando per risolvere i problemi legati alla difficoltà di avere un PC discretamente dotato durante i suoi spostamenti”.
Di che si tratta? Una piattaforma, distribuita gratuitamente e con licenza open, che raccoglie tutti gli applicativi di cui un computer non può proprio fare a meno: un browser (Firefox), un client email (Thunderbird), una suite office (OpenOffice), un lettore per PDF e poi calendari, instant messaging, antivirus, utility per il backup, senza dimenticare un client FTP e SSH (FileZilla e PuTTy) e molto altro ancora. Il tutto preconfigurato e pronto a stare in una normale periferica mobile come una chiavetta USB o un iPod.
Assolutamente interessante ma… Quanto spazio ci vorrà? Basta fare un test. Detto fatto. Il file di installazione della versione Standard pesa 86 MB, installata la piattaforma occupa 260 MB (ma esiste anche una versione Lite). Tutti i programmi di cui sopra sono infatti distribuiti in una versione portable e possono essere utilizzati appoggiandosi a qualsiasi computer su cui sia installato un sistema Windows (da 95 a Vista).
Per l’installazione non bisogna fare altro che trascinare il file .exe nella periferica scelta e selezionarlo. La periferica non viene riformattata e può quindi continuare a essere utilizzata normalmente.
Ho testato PortableApps con successo su una chiavetta USB da 512 MB. L’unico “neo” è il tempo di installazione, circa 15 minuti, ma per il resto è assolutamente apprezzabile: nel “portachiavi” ora è possibile mettere i documenti importanti insieme ai programmi per gestirli e quando si passa da un computer all’altro i problemi di compatibilità non esistono, perché tutto quello che serve è già lì…
Diario di un computer forenser
Direttamente da una directory cifrata di Andrea Ghirardini, autore del primo manuale italiano sulla Computer Forensics (pubblicato a maggio 2007), un simpatico e avvincente mini-racconto per entrare nel mondo dei professionisti delle investigazioni informatiche: Diario di un computer forenser, qui il PDF.
Come sta ApogeoEditore?
A tre giorni dalla messa online della nuova versione del blog, mi lancio in qualche azzardata comparazione con le altre realtà online dell’Editore.
Per farlo mi appoggio ad Alexa, ben sapendo che i suoi risultati vanno presi con le pinze.
Che dire, Apogeonline vola talmente alto che quasi nn si vede… PraticheFilosofiche fa ben sperare ma ancora paga i lavori in corso… Il giovane Metafora è lì, alza la testa con orgoglio seguendo le fasi del suo sviluppo… Urraonline apparentemente risente, ma nn credo tanto un calo di interesse, quanto un architettura del sito nn attuale: quando sarà con WP sicuramente sarà un’altra musica… E ApogeEditore? Beh dopo la letargia sembra proprio che il nuovo look gli abbia dato una bella scossa… almeno a giudicare dall’impennatina degli ultimi giorni…
Un nostro uomo in commissione di laurea
Chi sarà? Su ApogeoEditore, per l’occasione peggio del Grande Fratello, queste notizie non passano inosservate.
Per la cronaca la laurea era quella di Cecilia Brianza. Cecilia ha svolto, con profitto, il suo lavoro di tesi presso la nostra redazione. Congratulazioni!
E intanto io testo pure il post dei video
A metà tra libri e codice
Mettere ordine e registrare il codice, le serie di tag e funzioni PHP che lentamente diventano la nostra intranet, è un’attività che mi affascina molto, ma a cui posso dedicare solo un tot di energie la settimana.
Quindi dopo alcuni giorni passati a litigare con il nostro DB MySQL, oggi tornerò a occuparmi di libri di informatica le cui bozze mi reclamano a gran voce.
Intanto segnalo finalmente l’uscita di un testo tanto atteso quanto impegnativo nella lavorazione:
Informatica III edizione, di Marco Boni, un libro il cui senso abbiamo provato, forse con un po’ di presunzione, a riassumere nello strillo in copertina:
“Quelli che si innamorano della pratica
sanza la scienza, sono come i nocchieri che
entrano in naviglio senza timone o bussola
che mai hanno certezza dove si vadano.”
- Leonardo da Vinci -
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