Controparte non alternativa
Questo post fa parte della nostra rubrica Sassi nello stagno (CC BY).
Sassolino#1: Tasselli che compongono il quadro: ebook, formati, piattaforme e, recentemente, Amazon.it… un fil rouge? Come proseguirà?
La sequenza di eventi riguardanti il panorama editoriale digitale italiano (tra cui recentemente Amazon.it) è un leggibile segnale di cambiamento. Cambiamento positivo, in quanto le frontiere della distribuzione digitale si concretizzano sempre più.
Come per altri tipi di media (ad esempio musica e video) anche i libri hanno diritto ad una controparte digitale, che come vantaggi comporta una notevole portabilità e una possibilità di indicizzazione e rapidità di accesso ai contenuti senza precedenti. È importante sottolineare il concetto di controparte, piuttosto che di alternativa, in quanto all’oggetto libro attribuiamo tutt’ora un istintivo valore superiore, che non può essere sostituito.
L’esistenza di più piattaforme di creazione, distribuzione e accesso ai libri -e più in generale ai contenuti- digitali è una sana base per lo sviluppo degli stessi e le terre inesplorate sono ancora molte in questo contesto.
Le politiche di prezzo possono cambiare in modo da avvicinare i consumatori al nuovo prodotto: oggi è possibile acquistare un DVD assieme alla versione Blue Ray circa alla metà del prezzo complessivo (a volte molto meno), forse un giorno saranno disponibili i libri con accesso a un digital download a prezzi convenienti.
Un’ultima nota riguarda l’importanza del capire e comunicare ai consumatori la differenza tra piattaforma di pubblicazione come CreateSpace, Lulu o Issuu e gli editori veri e propri. La pariteticità della Rete talvolta non rende giustizia a chi l’editore lo fa da prima di Internet.
Francesco Siddi
Laurea in Design presso la Libera Università di Bolzano, dal 2004 è un membro attivo della comunità utenti Blender di cui segue lo sviluppo e l’evoluzione. Lavora con Blender come animatore e generalista 3D e tiene corsi sul software presso scuole e associazioni. Ha collaborato con numerose aziende per la realizzazione di contenuti multimediali. Recentemente si è concentrato sulla produzione di 3D stereoscopico. Con Apogeo ha pubblicato Grafica 3D con Blender e Cinema stereoscopico.
Sito web: Francesco Siddi
Blog: f:siddi Parole al vento
Twitter: @fsiddi
Tasselli di un ecosistema
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Partirei proprio dalle vostre parole: “tasselli”. Così vanno intesi questi fenomeni e l’ebook system in generale: sia i reader sia i libri sono sempre meno prodotti e sempre più servizi o esperienze. Tasselli appunto di un ecosistema: il libro (elettronico o cartaceo che sia), i repository online e relativi servizi/facilities, i dispositivi e perfino l’onda sociale.
Ne ho parlato con Andrea Resmini in quest’articolo apparso proprio su Apogeonline. Un estratto:
“I prodotti oggi sono servizi [...] L’intreccio fra media e contesti eterogenei che contraddistingue la società contemporanea rende infatti qualunque prodotto parte di un sistema complesso: una ecologia in cui ciascun elemento intrattiene continue relazioni con altri elementi del sistema. [...] oggi non è più il singolo prodotto che acquista un valore, ma il servizio (l’ecosistema) attraverso il quale viene servito.“
Luca Rosati
Laurea in Lettere e Master in Tecnologia e Comunicazione Multimediale, è uno dei più apprezzati architetti dell’informazione italiani. Con questo ruolo ha coordinato progetti internet e intranet per importanti clienti nazionali, per piccole e medie imprese e per la pubblica amministrazione. Insegna Architettura dell’Informazione e Interazione Uomo-Computer all’Università per Stranieri di Perugia, e in diversi master universitari. Inoltre svolge formazione per aziende e pubblica amministrazione. Il suo sito, Lucarosati.it, è un punto di riferimento per chi si interessa all’argomento. È coautore dei volumi: Organizzare la conoscenza (Tecniche Nuove 2006); Rete Pubblica (Guerra 2007); Web 2.0 (Il Sole 24 Ore 2007). Con Federica Venier ha curato il volume Rete Retorica (Guerra 2005) con Apogeo ha pubblicato Architettura dell’informazione.
Sito web: Trovabilità
Blog: Blog Luca Rosati
Twitter: @lucarosati
Milano, Novembre 2099
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Milano, Novembre 2099
Oggi, ad un mese dall’entrata ufficiale nel nuovo secolo, possiamo leggere questo articolo a tre dimensioni con un qualsiasi braccialetto, occhiale o portachiavi che integra la tecnologia degli ologrammi di nuova generazione.
Eppure, parlando con i nostri nonni, traspira forte la nostalgia sui vecchi tablet. Sono storiche le date dell’Ottobre 2009 e Gennaio 2010, rispettivamente i momenti in cui Amazon estese al mercato internazionale il Kindle 2 (dall’inglese accendere un fuoco), il primo lettore di libri elettronici significativo su larga scala, e l’allora Amministratore Delegato di Apple annunciò al mondo l’iPad, un tablet completamente touch, che rivoluzionò il modo di navigare sul Web e di accedere a ebook e giornali.
Queste due date costituirono certamente l’inizio di un cambiamento epocale che non rappresentò solo una trasformazione tecnologica, ma un’evoluzione culturale profonda che culminò nella nuova era che oggi conosciamo come la Condivisione della Conoscenza.
Come spesso accade è probabile che novant’anni fa le generazioni che vissero direttamente questo cambiamento non si resero conto immediatamente di quanto stava accadendo. Abituati ancora a leggere giornali, riviste e libri sulla carta stampata, alcuni vissero l’introduzione dei tablet in maniera scettica, altri iniziarono ad acquistarli senza comprenderne inizialmente le potenzialità, ma principalmente per una ragione di icone e mode del momento. Alcuni di questi tablet, acquistati o spesso regalati, finirono quindi rapidamente in cassetti o ripiani impolverati, dopo un primo momento di euforia.
Molti invece iniziarono a usarli. Certo, erano ancora ingombranti rispetto agli ologrammi miniaturizzati odierni, avevano un’autonomia limitata a differenza degli strumenti a durata inesauribile di oggi che traggono energia dal sole e dalle particelle elementari scoperte qualche anno dopo l’uscita dei tablet. Tuttavia proprio questi ultimi consentirono di trasformare il paradigma stesso della conoscenza, già avviato qualche anno prima con la creazione di Internet, grazie alla possibilità di consultare libri elettronici in movimento.
Non fu però soltanto la mobilità a rappresentare il punto di cambiamento, ma soprattutto la natura stessa di un ebook, che diventava finalmente un vero strumento interattivo, non più confinato alle regole della carta stampata, ma aperto ai contenuti multimediali e approfondimenti grafici prima di allora impensabili.
La lettura si trasformò profondamente e con essa l’essenza stessa del verbo leggere, che si riprese paradossalmente uno dei suoi significati più profondi. Leggere deriva dal latino legere, che tra i suoi significati annovera quello importante di “Scegliere”. E fu proprio l’apertura alle nuove possibilità di scelta nella presentazione, consultazione e condivisione del sapere che rappresentò il successo degli ebook.
Nel 2013 un’azienda all’epoca sconosciuta, iniziò a sviluppare dei componenti per tablet in grado di interpretare qualsiasi tipo di testo in funzione del suo contesto e proporre eventi correlati suggeriti: gli eHints. Un qualsiasi numero poteva finalmente con un solo tocco suggerire la chiamata vocale, la ricerca di un codice di avviamento postale sulle mappe elettroniche o le coordinate annuali di altri argomenti storici. I nomi all’interno del testo iniziarono a “prendere vita” suggerendo chat in tempo reale con i propri contatti sul social network preferito o la consultazione di una galleria di immagini relative ad un luogo, l’ascolto della musica appropriata e molto altro ancora.
Oggi utilizziamo questi strumenti quotidianamente in maniera del tutto ovvia, ma per l’inizio del secolo rappresentarono una rapida evoluzione verso la Conoscenza Condivisa, quello che uno storico dei giorni nostri ha definito l’era della nuova illuminazione, la possibilità di amplificare il potenziale dell’intelletto umano in maniera assolutamente interconnessa nei contenuti e con gli altri.
Tratto da Il Nuovo Corriere su iHolography
Diego Gosmar
Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni, studia e sviluppa piattaforme VoIP dal 1998. Ha collaborato con CSELT (ora Telecom Italia Lab), Italtel, Omnitel Pronto Italia (ora Vodafone), Atlanet e Telefonica Data ed è stato Executive Vice President di Wildix. Attualmente è co-fondatore di Xenialab, azienda del polo innovativo I3P presso il Politecnico di Torino. Per Apogeo è co-autore di Asterisk e Asterisk e Dintorni.
Sito web: Gosmar.eu
Twitter: @diegogosmar
Il grande carrello
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Immagine sotto licenza CC BY-NC-SA di alphageek
Marco Beri
Si laurea in Scienze dell’Informazione nel 1990, periodo oramai definibile come la preistoria del settore.
Il computer è prima di tutto un suo hobby e anche per questo si innamora di Python a prima vista nel lontano 1999, dopo aver sperimentato una ventina di altri linguaggi. Fa di tutto, riuscendoci, per portarlo nella sua azienda (Link IT), dove dal 1997 occupa il ruolo di responsabile dello sviluppo software. Sposato dal 1991 con Lucia, ha due figli, Alessandro e Federico, e gli altri suoi hobby sono il gioco in ogni sua forma (pallacanestro compresa), i Lego (che come tutti sanno rientrano nella categoria arte) e la lettura.
Per Apogeo è autore di Sviluppare applicazioni web con Django, Espressioni regolari e Python.
Blog: TAIFU
Twitter: @taifu
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