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29 mar 2011

Il mistero della pagina di Wikipedia continuamente cancellata

Questo post fa parte della nostra rubrica Sassi nello stagno (CC BY).
Sassolino#2: Il tuo libro nel cassetto (non di informatica): ne hai uno? Un’idea, un abstract? Hai mai immaginato la quarta di copertina…?

Un account Twitter apparentemente abbandonato. Un gruppo di Facebook senza amici. Una pagina di Wikipedia continuamente cancellata. Un’area di Google Earth coperta dalle nuvole.

Uno dei tanti fil rouge di uno dei soliti pomeriggi di Alberto, un annoiato studente di informatica, si trasforma in una caccia al tesoro in giro per il mondo. Il gioco dapprima divertente si trasforma ben presto in una vera avventura con in palio ben più di qualche ora piacevole. E Alberto lo capisce quando il suo telefono squilla mostrando un numero con prefisso straniero…


Marco Beri

Si laurea in Scienze dell’Informazione nel 1990, periodo oramai definibile come la preistoria del settore.
Il computer è prima di tutto un suo hobby e anche per questo si innamora di Python a prima vista nel lontano 1999, dopo aver sperimentato una ventina di altri linguaggi. Fa di tutto, riuscendoci, per portarlo nella sua azienda (Link IT), dove dal 1997 occupa il ruolo di responsabile dello sviluppo software. Sposato dal 1991 con Lucia, ha due figli, Alessandro e Federico, e gli altri suoi hobby sono il gioco in ogni sua forma (pallacanestro compresa), i Lego (che come tutti sanno rientrano nella categoria arte) e la lettura.
Per Apogeo è autore di Sviluppare applicazioni web con Django, Espressioni regolari e Python.

Blog: TAIFU
Twitter: @taifu

I libri sono sogni, lo sapevi?

Questo post fa parte della nostra rubrica Sassi nello stagno (CC BY).
Sassolino#2: Il tuo libro nel cassetto (non di informatica): ne hai uno? un’idea, un abstract, una quarta?

In effetti il mio titolo nel cassetto è qualcosa di totalmente diverso dall’informatica. È un romanzo, di cui a dire il vero scrivo poche, pochissime, pagine per volta, da ormai tre anni.

Le centellino, perché non ho ancora la fortuna di poter vivere solo di questo, e poi perché come tutti i sogni (i libri sono sogni, lo sapevi? E i sogni credo si possano realizzare) un tomo da scrivere va gustato con calma. Massima solitudine, telefonino spento, solo il monitor (anzi due, a volte tre, come faccio di solito) davanti a me. E quelle pagine da scrivere.

La trama è complessa, molto, quindi impiego parecchio tempo per renderla scorrevole al punto giusto. Ed è qui che sfrutto il background di tanti anni passati a scrivere articoli, guide e libri (di tecnologia, informatica e intrattenimento), nei quali ho sempre cercato di farmi capire subito dal lettore e instaurare con lui un rapporto speciale. Fin dalle prime pagine, perché leggere un libro è un viaggio, e con un compagno noioso un viaggio non lo faresti mai, giusto? Bene, bravo, bis, ora torniamo al mio libro.

Non so se uscirà mai, però un anno fa ne feci leggere qualche capitolo a un amico, che bazzica in una casa editrice. Mi chiamò un paio di giorni dopo, chiedendomi cosa aspettavo a farglielo pubblicare. Fu un feedback importante, e di questo lo ringraziai, ma sentivo che così, così in fretta, rischiava di trasformarsi in un progetto senz’anima. E io l’anima cerco di mettercela nei libri d’informatica, figuriamoci in un romanzo. Il mio romanzo. Che poi, parliamoci chiaramente, nel campo dei romanzi l’opera prima è (quasi) sempre la migliore. Io uccido di Faletti è rimasto insuperato dagli altri, e lo stesso dicasi di Digital Fortress di Dan Brown, La grande fuga dell’Ottobre Rosso di Clancy, Carrie di King, eccetera. E quanti altri eccetera ci sarebbero da mettere.

Ma adesso non è che voglio paragonarmi, in nessun modo, ai suddetti colossi del settore. Ho solo detto che il mio libro nel cassetto vorrei fosse curato al punto giusto, e visto che non ci sono luci della ribalta pronte a illuminarmi, e dunque pressioni, continuerò a centellinarne la produzione. A prendermi il lusso di tornare su ogni pagina, più volte. In realtà manca poco, pochissimo, e non so dirti nemmeno se quel cassetto prima o poi si aprirà per farti leggere il suo contenuto. Se così fosse, rimarrà per sempre il mio libro nel cassetto, ma la soddisfazione di battere su quel legno e sentire che non suona vuoto ripagherà lo sforzo di avere scritto tutte quelle pagine. E ora scusami, torno a scrivere d’informatica, tecnologia e intrattenimento (bello pure questo, intendiamoci).

p.s. Lo so che non te l’ho detto, di cosa si tratta. È un mistero, in tutti i sensi.


Riccardo Meggiato

Dopo la programmazione di videogiochi e di sistemi di intelligenza artificiale, si è dedicato al mondo della divulgazione tecnologica, in cui lavora da più di 12 anni, realizzando centinaia di articoli e tutorial. Autore di Windows Vista Guida Completa, Windows 7, tra i suoi maggiori successi troviamo iPhone Vedere Capire e L’investigatore informatico 2 Pocket.

Sito web: Riccardo Meggiato
Twitter: @rickymeggiato

 

L’Armageddon basterà a cambiare il mondo?

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Sassolino#2: Il tuo libro nel cassetto (non di informatica): ne hai uno? un’idea, un abstract, una quarta?

Il mio libro nel cassetto è (dopo averlo estratto da una nuvola di dimentico entusiasmo e passati propositi) un racconto sulla vita quotidiana di un gruppo di ragazzi ambientata nel futuro, alcune decine di migliaia di anni dopo l’inversione della polarizzazione terrestre e la caduta di un meteorite che ha variato l’inclinazione dell’asse terrestre.

L’Armageddon è stata pressoché dimenticata. Rimangono solo alcuni racconti dai toni mitologici, mentre è interessante osservare come alcune grandi corporazioni siano sopravvissute, reinventando il proprio ruolo.

Esistono alcuni luoghi della memoria, le rovine delle città sommerse, le discariche e le zone contaminate dove la natura ha subito spaventose mutazioni.

In questa storia si sottolinea ancora una volta come i problemi, le paure ed i desideri dell’uomo siano sempre gli stessi, ma essendo osservati da un prospettiva diversa rivelano alcuni aspetti inediti e divertenti.


Francesco Siddi

Laurea in Design presso la Libera Università di Bolzano, dal 2004 è un membro attivo della comunità utenti Blender di cui segue lo sviluppo e l’evoluzione. Lavora con Blender come animatore e generalista 3D e tiene corsi sul software presso scuole e associazioni. Ha collaborato con numerose aziende per la realizzazione di contenuti multimediali. Recentemente si è concentrato sulla produzione di 3D stereoscopico. Con Apogeo ha pubblicato Grafica 3D con Blender e Cinema stereoscopico.

Sito web: Francesco Siddi
Blog: f:siddi Parole al vento
Twitter: @fsiddi

Esperienze in gioco

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Sassolino#2: Il tuo libro nel cassetto (non di informatica): ne hai uno? un’idea, un abstract, una quarta?

Un remake, un ipertesto o forse proprio un gioco (ma da giocare “su più tavoli”).
E per un gioco del destino, qualcosa ricollega questo gioco ai tasselli della partita precedente.


Luca Rosati

Laurea in Lettere e Master in Tecnologia e Comunicazione Multimediale, è uno dei più apprezzati architetti dell’informazione italiani. Con questo ruolo ha coordinato progetti internet e intranet per importanti clienti nazionali, per piccole e medie imprese e per la pubblica amministrazione. Insegna Architettura dell’Informazione e Interazione Uomo-Computer all’Università per Stranieri di Perugia, e in diversi master universitari. Inoltre svolge formazione per aziende e pubblica amministrazione. Il suo sito, Lucarosati.it, è un punto di riferimento per chi si interessa all’argomento. È coautore dei volumi: Organizzare la conoscenza (Tecniche Nuove 2006); Rete Pubblica (Guerra 2007); Web 2.0 (Il Sole 24 Ore 2007). Con Federica Venier ha curato il volume Rete Retorica (Guerra 2005) con Apogeo ha pubblicato Architettura dell’informazione.

Sito web: Trovabilità
Blog: Blog Luca Rosati
Twitter: @lucarosati

Attimi tra la gente

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Sassolino#2: Il tuo libro nel cassetto (non di informatica): ne hai uno? un’idea, un abstract, una quarta?

Per un nuovo libro non tecnologico scriverei di persone e di storie nella loro quotidianità, interconnesse tra loro… come un tutt’uno.

People


Diego Gosmar

Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni, studia e sviluppa piattaforme VoIP dal 1998. Ha collaborato con CSELT (ora Telecom Italia Lab), Italtel, Omnitel Pronto Italia (ora Vodafone), Atlanet e Telefonica Data ed è stato Executive Vice President di Wildix. Attualmente è co-fondatore di Xenialab, azienda del polo innovativo I3P presso il Politecnico di Torino. Per Apogeo è co-autore di Asterisk e Asterisk e Dintorni.

Sito web: Gosmar.eu
Twitter: @diegogosmar

240 pagine, niente di pretenzioso, solo il libro che cambierà il mondo

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Sassolino#2: Il tuo libro nel cassetto (non di informatica): ne hai uno? Un’idea, un abstract? Hai mai immaginato la quarta di copertina…?

Sono costituzionalmente incapace di inventare storie. Scrivo, adoro scrivere, vivo di scritture, ma non riesco a scrivere nulla che non sia vero, accaduto, dimostrabile, ricostruibile, condiviso, noto. Temo insomma che non sarò mai un buon autore di fiction: ho più possibilità come divulgatore o ricercatore che come scrittore, titolo che infatti scanso con imbarazzo quando qualcuno lo tira in ballo.

Invidio la facilità con cui uno Stephen King o un Luca Masali riescono a produrre storie semplicemente mettendosi alla tastiera (no, non sono esempi a caso: il primo è capace di stimolare il mio stile di scrittura come pochi altri al mondo, il secondo l’ho visto all’opera e ammirato senza ritegno durante una comune parentesi professionale).

Così il mio libro nel cassetto, che in realtà sta nel cassetto soltanto per l’impossibilità di lavorarci a breve, ha comunque a che fare con la tecnologia – e dunque mi porta fuori tema. Solo che vorrei collegare le faccende di cui mi occupo per lavoro (applicazioni sociali di internet, per farla breve) con la rivoluzione. Ho obiettivi molto concreti e ragionevoli, insomma: vorrei scrivere qualcosa che sia capace di scatenare una reazione a catena in grado di cambiare – ragionevolmente in meglio – il mondo nel giro di una generazione.

Vorrei scrivere un bestseller capace di rompere le ultime calcificazioni massmediatiche nella testa dell’italiano medio e di fargli intuire come il cambiamento che tanto desidera sia a portata delle sue dita e dipenda in massima misura da lui stesso, dal modo in cui comunica, dalle posture sociali che adotta, da quello che sceglie di condividere e da quello che sceglie di non condividere. Vorrei ispirare la società a guardare alla tecnologia non come a una destinazione o a una nicchia di iniziati generalmente pervertiti, ma come a uno strumento che può abilitare ed espandere la loro socialità e la loro umanità su una dimensione collettiva e collaborativa (altro che vita isolata dietro uno schermo, vai con dio Bruno Vespa). Tutte cose che, tra noi cittadini già digitali, ci siamo detti migliaia di volte, ma che nessuno è mai riuscito a far arrivare al cuore della società italiana.

L’Italia è piena di rivoluzionari della domenica, potenziali attivisti, autoproclamatisi eroi della contemporaneità che, per vizio antico o scarsa disciplina, si concedono il lusso di sprecare una qualità enorme di energie nel tentativo di rendere la realtà circostante più vicina al proprio ideale di convivenza e di mondo possibile. Milioni di persone passano il tempo a discutere gli altri e a urlare appelli basati sull’emotività, quando potrebbero rendersi esempio concreto di ciò che vogliono, dando al proprio impegno una ribalta visibile e razionale, in grado di imprimere una spinta, sebbene contenuta, nella direzione voluta.

Oggi abbiamo il sistema operativo che rende scalabile il precetto di Gandhi: siate il cambiamento che volete vedere nel mondo. Sogno una società capace di ripensarsi come rete, quale del resto è, e che usi la rete, poco importa quale strumento contingente, per attivare processi di condivisione e sintesi orizzontale e diffusa, superando le rigidità e i limiti della società verticale e gerarchica. È uno scarto di maturità enorme, ma che oggi possiamo permetterci almeno di discutere. Ecco, mi piacerebbe discuterlo, questo scarto di maturità, e fornire ai miei concittadini 240 pagine di buone metafore e buoni punti di partenza per avviarlo. Nulla di troppo pretenzioso, dunque: solo il libro che cambierà il mondo.


Sergio Maistrello

Giornalista professionista, è coordinatore editoriale di Apogeonline (la webzine di Apogeo) e docente a contratto di Giornalismo e nuovi media presso l’Università di Trieste. Spesso chiamato a intervenire a convegni dedicati agli strumenti di Internet, ha pubblicato numerosi articoli per le principali testate di informatica e comunicazione e, con Tecniche Nuove, i libri La parte abitata della Rete e Come si fa un blog. Per Apogeo ha firmato Giornalismo e nuovi media.

Blog: Sergio Maistrello
Twitter: @sergiomaistrello

25 gen 2011

Ma il vero giallo deve avere per forza centinaia di pagine?

Questo post fa parte della nostra rubrica Sassi nello stagno (CC BY).
Sassolino#2: Il tuo libro nel cassetto (non di informatica): ne hai uno? Un’idea, un abstract? Hai mai immaginato la quarta di copertina…?

Il mio libro nel cassetto è un giallo digitale ambientato in Internet tra Twitter/Facebook/Second life e i meandri del mondo virtuale.

Purtroppo rimane nel cassetto perché qualcuno mi ha detto che un giallo è considerato tale dai giallisti solo se ha più di 400 pagine. E a me, che ho scritto tre Pocket e quando facevo i temi di italiano piegavo il foglio a meno di metà per allungare il brodo, 400 pagine fanno paura. Certo c’è Camilleri e i suoi Montalbano quasi-seriali da 100 paginette, ma lui è lui :-)

Quindi il libro rimane nel cassetto.

Ma intanto lo immagino così…

Immagine in pubblico dominio


Marco Beri

Si laurea in Scienze dell’Informazione nel 1990, periodo oramai definibile come la preistoria del settore.
Il computer è prima di tutto un suo hobby e anche per questo si innamora di Python a prima vista nel lontano 1999, dopo aver sperimentato una ventina di altri linguaggi. Fa di tutto, riuscendoci, per portarlo nella sua azienda (Link IT), dove dal 1997 occupa il ruolo di responsabile dello sviluppo software. Sposato dal 1991 con Lucia, ha due figli, Alessandro e Federico, e gli altri suoi hobby sono il gioco in ogni sua forma (pallacanestro compresa), i Lego (che come tutti sanno rientrano nella categoria arte) e la lettura.
Per Apogeo è autore di Sviluppare applicazioni web con Django, Espressioni regolari e Python.

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18 gen 2011

Qual è il titolo del tuo libro nel cassetto?

Foto di Horia Varlan (CC By 2.0)

Foto di Horia Varlan (CC By 2.0)

Immaginate i nostri autori interessati solo all’informatica? Niente di più sbagliato. E per dimostrarvelo abbiamo chiesto ad alcuni di loro di raccontarci qual è il loro “libro nel cassetto”, quello che avrebbero sempre voluto scrivere. Tornate a trovarci perché pubblicheremo le loro idee su questo blog nelle prossime settimane.

E voi? Avete un libro nel cassetto? Scriveteci il titolo nei commenti oppure inviando una risposta su Twitter @apogeonline: regaleremo una copia di Il testo digitale di Alessandra Anichini a tre titoli estratti a sorte. Avete tempo fino a domani sera.

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Legato storicamente all'Informatica, senza dimenticare il fascino per una certa saggistica non convenzionale, col tempo Apogeo si è incamminato sulle strade dell'Università e della "pratica filosofica".

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